La generazione touch

Che dire delle nuove modalità comunicative? Dove ci porteranno? Una cosa è certa: siamo nel bel mezzo di un’inarrestabile rivoluzione storica. Il numero dei bambini che sanno navigare in Internet è di gran lunga superiore a quelli che sanno allacciarsi le scarpe.

La comunicazione digitale (la comunicazione tramite i cellulari, i tablet, gli smartphone ecc.) è ormai un dato di fatto planetario. Dobbiamo fermarci un attimo e riflettere. Non ci è lecito stare alla finestra e guardare il nuovo che avanza. È un dovere interpretarlo. La comunicazione digitale farà scomparire le emozioni? Saremo ancora capaci di arrossire? Avremo uomini sempre più anaffettivi? L’umano è in via di estinzione? Insomma, la posta in gioco è altissima. Ecco il perché del nostro intervento che vuole sostenere l’ambivalenza dei mezzi della comunicazione digitale. Continua a leggere

Quattro pause intelligenti

Diamoci una calmata, per favore. Siamo così travolti dal mito dell’accelerazione che tutto ci scorre addosso senza gusto, senza sapore. Sì, chi ha inventato la fretta, ci ha rubato la vita! È tempo di riscoprire il valore delle pause intelligenti.

Pausa_PranzoNell’acqua corrente non si vedono le stelle. I fiori artificiali si fanno in un giorno solo ma restano sempre senza profumo. Insomma, la fretta ci fa lo sgambetto!
La fretta insidia tutto, a partire dall’educazione. Solo le pause costruiscono. A condizione che siano intelligenti, come le quattro che proponiamo. Continua a leggere

C’è una qualità umana da riconquistare: la compassione

Compas_01Vivere con i figli questa straordinaria virtù è diventato più che mai necessario. Si tratta di una virtù intensamente umana e fortemente evangelica.

Il modo più semplice di esprimere agli altri compassione (o empatia) è ascoltarli.
«Tanto di me non importa niente a nessuno». Così a 14 anni ha tentato il suicidio. Le persone che “ascoltano” stanno diventando una rarità. Continua a leggere

Occhio al “cosismo”!

Le cose ci arricchiscono di beni, ma ci impoveriscono d’umanità.
L’educatore deve prenderne coscienza.
Per questo desideriamo informarlo sull’insidia del “cosismo” per mettere in salvo l’educazione.
Pensiamo di avere tutte le carte in regola per usare questi termini.

‘Cosismo’: parola che non si trova nei dizionari, ma in mille cervelli. Il ‘cosismo’ è una malattia subdola, difficile da portare a galla. Noi vogliamo provarci, per guardarla in faccia e metterla KO, tanta è la sua pericolosità. Continua a leggere

Famiglia: realtà che conta

famigliaGli anni passati in famiglia sono gli anni delle radici, gli anni che hanno il futuro in tasca.

Lo sapevate che il 50% dello sviluppo dell’intelligenza del bambino si verifica tra il concepimento ed i quattro anni di età circa il 30% tra i quattro e gli otto anni, il 20% tra gli otto ed i diciassette anni? Lo sapevate che il 33%delle parole vengono imparate tra la nascita e i sei anni, il 22% tra i sei e i tredici, il 25% tra i tredici e i diciassette? Lo sapevate Continua a leggere

Insomma, perché la famiglia?

Famiglia111Parliamo di fatti provati in lungo e in largo da migliaia di psicologi i quali hanno accertato il bisogno innato di amore di ogni neonato umano. Bisogno che, per essere soddisfatto, deve avere questi caratteri: essere costante, personalizzato e totale.

Secondo noi, le ragioni di fondo che spiegano il perché della famiglia, Continua a leggere

Perché difendiamo la famiglia

cutout_cookiesForse mai come oggi la famiglia è stata così tanto assediata, così tanto bersagliata. Eppure noi ci collochiamo dalla parte di coloro che la difendono. Pensiamo di avere tutte le carte in regola per giustificare tale scelta.

Difendiamo la famiglia perché è l’anticamera di tutto: il luogo primario della nostra umanizzazione. È nella famiglia che si impara il primo alfabeto della vita!
Se le prime esperienze sono positive, avremo quella Continua a leggere

Il rachitismo

Famiglia_02Il messaggio pedagogico più urgente, oggi: «Genitori, per favore, crescete!».
I nostri ragazzi hanno bisogno di riempirsi gli occhi di adulti limpidi, ben definiti. Hanno bisogno di padri e di madri che si comportino da genitori, non da amici.

C’è da augurarsi che nessuno dei lettori sia ammalato della malattia di cui dobbiamo (sì, lo sentiamo come dovere!) parlare in questo mese: il rachitismo. Continua a leggere

Le malattie dell’educazione

di PINO PELLEGRINO da Il Bollettino Salesiano

L’acqua può essere inquinata, l’aria può essere inquinata, il cibo può essere inquinato: tutto può essere inquinato! Anche l’educazione. L’inquinamento pedagogico nasce da alcune malattie da cui possiamo tutti essere contagiati. Le più diffuse, oggi, in Italia ci pare siano quattro: la ‘figliolite’, la ‘tarantolite’, la ‘sclerocardia’ (la ‘durezza di cuore’) e il rachitismo psicologico. Le vedremo, ad una ad una, nel nostro appuntamento mensile.

  1. La “ figliolite” bimbo_re

La ‘figliolite’ è la malattia dei genitori che stravedono per i figli, Continua a leggere

L’importanza di trovare dei motivatori

DIstrazione

CentroI veri motivatori sono pochi mentre i distruttori di motivazione sono dappertutto

Ho ventisei anni, mi sono laureata in Scienze dell’educazione ma non ho trovato lavoro, così da un anno sono alla cassa di un supermercato. Le chiedo: è giusto secondo lei che una ragazza laureata lavori per sette ore al giorno in un supermercato per 440 euro al mese? Quando torno a casa la sera mi sento una fallita. Non so quando mai potrò avere una casa mia, fare un viaggio, avere dei figli. Il mio fidanzato è un bravo ragazzo, studia e aiuta suo padre nel negozio di macelleria. Nemmeno lui ha molte speranze di uscire da quella situazione. Ci sentiamo come due prigionieri di quest’incubo. La domenica usciamo al mare, ma siamo spesso tristi, senza idee. Le sembra giusto tutto questo? Non abbiamo fatto nulla di male per meritarci questa vitaccia, grazie per l’ascolto, Loredana. Continua a leggere