Il ricordo di “Pia”

L’idea di questo presepe mi è balenata in testa, quando i ragazzi, in occasione dell’ultima visita mi hanno fatto dono di una casetta. Una casina rivestita delle loro firme ripetute più volte, da carte colorate e dorate dei cioccolatini, con in cima un grande, scintillante cuore “blu” simbolo del loro affetto. Era aprile ma per me è stato subito Natale. Non ci sarebbe stata dimora migliore per il Gesù del mio presepe. Mi sono commossa per tanta tenerezza perché, chi come me, è vissuto all’insegna della precarietà, ha un bisogno tangibile dell’affetto, specialmente quando è disinteressato.  Gesù è venuto tra noi condividendo la vulnerabilità di un bambino e a Lui affido la vulnerabilità di questi ragazzi, ora che sono alla soglia dell’adolescenza e dalle sue insidie. Ragazzi ora mi rivolgo a voi: le vostre visite le ho sempre attese con impazienza perché le corse sulle scale per venirmi incontro, portavano ossigeno e aria fresca nella mia casa. Grazie a Valentina che accanto alla firma ha scritto “ti voglio bene” riassumendo il bene di tutti. Grazie a tutti quelli che negli anni vi hanno preceduto. Ho voluto bene ad ognuno ma ho ricevuto molto di più di quello che ho dato. Nessuno di voi mi ha visto sgraziata, claudicante o sofferente: per tutti ero “PIA” e basta. Abbiate sempre un buon ricordo di me. Grazie anche agli educatori, ai catechisti per questa iniziativa, una lezione di vita: nessuno dovrebbe essere solo, nessuno dovrebbe essere invisibile. Grazie, MARIAPIA

Buon Natale